introduzione

La richiesta di Assegno d'inclusione non avrà alcun impatto sull'erogazione dell'Assegno unico e universale. Contrariamente al Reddito di cittadinanza, infatti, non è prevista la quota integrativa a titolo di Assegno unico. L'Inps ha chiarito questo aspetto nel messaggio n. 258/2024, confermando comunque il mantenimento del pagamento dell'Assegno per gli ex percettori del RdC fino a febbraio 2023, in base alla situazione economica dichiarata tramite l'Isee 2023.


Da marzo, per continuare a percepire l'Assegno unico, sarà necessario presentare una nuova domanda aggiornata di Isee, anche nel caso in cui sia stata già presentata una richiesta di Adi.

Si ricorda infine che l'Assegno d'inclusione, attivo dal 1° gennaio di quest'anno, è destinato ai nuclei familiari con persone inabilitate al lavoro (minori, disabili, anziani o con svantaggi). Verrà quindi cessata la concessione del RdC.

Le informazioni riguardanti gli ex percettori di Reddito di Cittadinanza (RdC) che hanno ricevuto l'Assegno Unico come quota integrativa fino al 31 dicembre, quando il RdC è stato abrogato, sono state chiarite dall'INPS. Nonostante l'abolizione del RdC, l'Assegno Unico verrà corrisposto loro sulla Carta RdC fino a febbraio 2024, sulla base dell'Isee 2023.

È importante notare che a gennaio e febbraio l'importo dell'Assegno Unico è più consistente, poiché verrà erogato in misura piena, senza la sottrazione della quota di RdC relativa ai figli calcolata con la scala di equivalenza.

Tuttavia, a partire da marzo, gli ex percettori di RdC dovranno presentare una nuova domanda per continuare a percepire l'Assegno Unico.

L'INPS ricorda che, diversamente dal passato con il RdC, l'eventuale presentazione di una domanda di Aiuto Disoccupati e Inoccupati (Adi) non sostituirà in alcun modo quella di Auu.

In ogni caso, la presentazione di una nuova domanda di Auu dovrà avvenire entro le scadenze indicate dall'INPS. Si consiglia quindi di rimanere costantemente informati per non incorrere in sospensioni o interruzioni dell'Assegno Unico.

Per le famiglie con figli fino a 21 anni che hanno visto sospeso il Rdc nel corso del 2023, l'Inps concede l'erogazione dell'Auu fino a febbraio anche in caso di mancata presentazione della domanda. Tuttavia, affinché il beneficio continui a essere erogato da marzo in poi, sarà necessario presentare una nuova richiesta di Auu.

Si sottolinea l'importanza della verifica dei dati di pagamento da parte dei richiedenti, consigliando di controllare attentamente il codice IBAN del conto corrente o della carta prepagata.

La scadenza per la presentazione della domanda di Auu e dell'Isee aggiornato è fissata al 30 giugno e non comporta perdita degli arretrati.

Qualora l'Isee non fosse valido, l'Auu verrà erogato in un importo minimo a partire dal mese di marzo, con la possibilità di adeguare gli importi già erogati qualora l'Isee venga aggiornato entro il termine previsto.

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