L'Inps ha annunciato che la maggiorazione dell'assegno unico per i nuclei familiari in cui entrambi i genitori erano titolari di redditi da lavoro è stata prorogata per cinque anni dal decesso di uno dei genitori.

Questa informazione è contenuta nella Circolare n. 76/2023, che spiega gli effetti della nuova legge sul lavoro, il decreto legge n. 48/2023.

La maggiorazione dell'assegno unico per i nuclei familiari in cui entrambi i genitori lavorano è nota e ammonta a un massimo di 30 euro al mese per ogni figlio minore, con un ISEE inferiore o uguale a 15.000 euro.

Questo importo diminuisce gradualmente in base all'ISEE e si annulla se l'ISEE è pari o superiore a 40.000 euro.

Questa maggiorazione è un incentivo all'occupazione per i genitori che fanno parte dello stesso nucleo familiare.

Pertanto, non spetta se la domanda riguarda un nucleo composto da un solo genitore, anche se lavoratore.

All'inizio dell'anno, l'Inps aveva chiarito che, considerando la maggiore fragilità dei nuclei vedovili, il decesso di uno dei genitori lavoratori durante l'anno di fruizione dell'assegno non avrebbe comportato la perdita della maggiorazione fino alla fine dell'anno stesso.

In pratica, il decesso di uno dei genitori non avrebbe influenzato la maggiorazione fino al 28 febbraio dell'anno successivo a quello in cui è stata presentata e accolta la domanda.

La novità è che l'articolo 22 del decreto legge n. 48/2023 ha esteso la maggiorazione per un periodo di cinque anni dal decesso dell'altro genitore, a partire dal 1° giugno 2023, senza riconoscimento degli arretrati.

Pertanto, l'Inps spiega che i soggetti vedovi che presentano la domanda per l'assegno unico per i figli a carico possono beneficiare della maggiorazione per genitori entrambi lavoratori a partire dal 1° giugno 2023, a condizione che siano soddisfatti i seguenti requisiti:

  • L'evento del decesso dell'altro genitore è avvenuto non più di cinque anni prima rispetto alla data di presentazione della domanda di assegno unico.
  • Il genitore deceduto era lavoratore o pensionato al momento del decesso.
  • Il genitore superstite è lavoratore al momento della domanda di assegno unico.

Ci sono quattro situazioni che possono verificarsi concretamente.

·     Se il genitore è deceduto nel 2017 o prima, la maggiorazione non spetta perché sono trascorsi più di cinque anni dalla presentazione della domanda di assegno unico.

·    Se il genitore è deceduto a gennaio 2020, la maggiorazione spetta fino a gennaio 2025, ma solo per le rate della prestazione maturate dopo il 1° giugno 2023, senza riconoscimento degli arretrati.

·    Se il genitore è deceduto ad aprile 2022, la maggiorazione è stata corrisposta fino a febbraio 2023 (cioè fino alla fine dell'anno di competenza 2022), ma potrà essere riconosciuta nuovamente dal 1° giugno 2023 ad aprile 2027, a condizione che siano soddisfatti gli altri requisiti (ad esempio, il figlio ha raggiunto la maggiore età).

·    Se il decesso è avvenuto a partire da marzo 2023, l'Inps sta già riconoscendo la maggiorazione per l'anno di competenza 2023 (quindi fino a febbraio 2024) e, in virtù della nuova legge in discussione, continuerà a erogarla fino a marzo 2028.

Per agevolare il genitore superstite, l'Inps spiega che provvederà automaticamente al subentro del genitore superstite nella domanda e, se ricorrono le condizioni, al riconoscimento della maggiorazione per genitori entrambi lavoratori.

In particolare, se il genitore richiedente l'assegno unico e universale è deceduto, il subentro automatico nella domanda da parte del genitore superstite può avvenire in modi diversi:

  • Se il genitore superstite ha già una propria domanda attiva per figli avuti con un diverso genitore, la "scheda figlio" interessata viene trasferita automaticamente nella suddetta domanda, mantenendo la modalità di pagamento.
  • Se il genitore superstite non ha una domanda in corso, la posizione del genitore deceduto viene trasferita automaticamente al genitore superstite, con la creazione automatica di una nuova domanda di assegno unico e universale in cui il genitore superstite viene designato come richiedente. In questo caso, se esistono modalità di pagamento, vengono mantenute; altrimenti, la prestazione viene pagata tramite bonifico domiciliato presso uno degli sportelli di Poste Italiane S.p.A., che comunicherà al beneficiario le informazioni necessarie.

Il genitore superstite può modificare la modalità di pagamento in qualsiasi momento, accedendo al portale INPS con la propria identità digitale (SPID di almeno livello 2, CIE o CNS) e selezionando la procedura "Assegno Unico e universale per i figli a carico".

Se il pagamento della prestazione era effettuato interamente al genitore deceduto, il genitore superstite dovrà inserire una dichiarazione nella procedura, specificando di essere l'unico soggetto legittimato a ricevere l'assegno. A tal fine, l'Inps spiega che verrà fornita una funzione apposita.

Per quanto riguarda le domande già decadute a causa del decesso del richiedente, l'Inps spiega che, con il trasferimento automatico della domanda al genitore superstite, verranno accreditate a quest'ultimo le eventuali mensilità non erogate dopo la decadenza.

Le mensilità non erogate saranno riconosciute anche nel caso in cui il genitore superstite, prima del trasferimento automatico della domanda, abbia già presentato autonomamente una nuova domanda di assegno unico per i figli presenti nella domanda decaduta.

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